venerdì 25 aprile 2008
sabato 19 aprile 2008
Battere la destra per il buon governo della Capitale
Uno dei padri nobili della sinistra italiana, Pietro Ingrao, torna a far sentire la sua voce a proposito della corsa al Campidoglio, rinnovando, come già aveva fatto una settimana fa dalle colonne del Manifesto, il suo appoggio a Francesco Rutelli. “Siamo in un momento aspro e delicato per la nostra nazione. Si sono svolte le elezioni politiche e hanno visto la vittoria di un capo reazionario come Silvio Berlusconi. Ritengo che sia un evento brutto e grave per il mio paese e soprattutto per le grandi masse di lavoratori italiani oggetto di duro sfruttamento. Non c’è tempo però per lacrime e recriminazioni. Non possiamo rinchiuderci nel guscio di casa. Bisogna riprendere da subito – da domani stesso – la lotta. Ci sono già di fronte a noi nuovi appuntamenti brucianti, di grande importanza – sottolinea Ingrao - prima di tutto l’elezione del sindaco di Roma capitale: città che è un simbolo per il mondo intiero. Avanti allora a lavorare adesso col popolo e nel popolo per l’elezione di Francesco Rutelli, combattente generoso e conoscitore profondo delle questioni romane, a guida della metropoli capitolina. Questo – conclude l’ex dirigente comunista - è il compito alto e grave che sta ora dinanzi alle forze democratiche e di sinistra, e che non ci consente soste. La lotta continua. Da vecchio e testardo militante mi rivolgo al popolo romano e chiedo, invoco: in queste ore cruciali dia ognuno un contributo per eleggere Rutelli a sindaco di Roma”.
Il 27 e 28 aprile c’è il ballottaggio per l’elezione
del Presidente della Provincia di Roma e del Sindaco di Roma
Sostieni:
Francesco Rutelli
Sindaco di Roma
e
e
Nicola Zingaretti
Presidente della Provincia di Roma
venerdì 11 aprile 2008
giovedì 10 aprile 2008
La Sinistra l'Arcobaleno
del Municipio Roma Centro Storico
incontra i giovani per parlare di politiche culturali e spazi pubblici nel centro.
del Municipio Roma Centro Storico
incontra i giovani per parlare di politiche culturali e spazi pubblici nel centro.
Venerdi 11 alle ore 17
Nell'ambito della campagna elettorale venerdi 11 alle ore 17 presso il gazebo della Sinistra in piazza S.M. in Trastevere, la Sinistra l'Arcobaleno del Municipio incontra i ragazzi promotori del movimento contro la militarizzazione di Trastevere per parlare di quale intervento possibile a favore di politiche che rendano accessibile il centro alla cultura e all'uso del territorio a chi non è disposto a pensare che solo i locali a prezzi impossibili siano i soli titolari del diritto di vivere e ospitare nel centro.
Vi invitiamo a partecipare e diffondere.
mercoledì 9 aprile 2008
Lettera di Don Roberto
Cari amici,ci incontreremo il 12 aprile alle ore 15,00 nella sala convegni di “Altra Economia” (L.go Frisullo – ex Mattatoio – Testaccio). Non si tratterà di lanciare appelli né di prendere decisioni che valgano per tutti, ma semplicemente di scambiarci le valutazioni che ciascuno di noi va facendo sul momento politico che stiamo vivendo. Vogliamo arricchirci della nostra diversità che ha un unici punto che ci unisce: il documento “Per continuare a non tacere” pubblicato un anno fa.I contatti e i numerosi incontri che in questi mesi abbiamo avuto, accompagnando la proiezione del film-documentario “Non tacere”, mi hanno convinto della necessità di continuare a lavorare su quel documento in cui tanti, provenienti da esperienze politiche e culturali diverse, si riconoscano. Non possiamo far cadere nel vuoto tanto consenso e tante attese suscitate.Prendere atto che la sponda istituzionale (tranne la Presidenza del Consiglio Provinciale di Roma) si è sottratta ai nostri interrogativi, e così pure il “giro” noioso e asfittico dei cosiddetti intellettuali usi a parlar tra loro al soldo dei potenti, per noi non significa desistere, ma un motivo in più per allargare il consenso di base e farne il nostro punto di forza.La situazione politica si evolve e si involve e in questo movimento noi dobbiamo cercar ogni pur piccola possibilità per inserirvi il nostro punto di vista. Si, è vero che l’80% degli italiani andrà a votare, ma è come dire che l’86% degli italiani si fa battezzare. Il sistema partiti in questi anni ha accumulato il massimo di potere, ma deve anche registrare il minimo di rappresentatività.E noi, per quello che possiamo, dobbiamo ridar vita alla Politica nello spirito di “Per continuare a non tacere”. Il fatto elettorale è un episodio, da non assolutizzare, della nostra vita politica, noi dobbiamo lavorare per un orizzonte più vasto. Propongo due punti di osservazione su cui il gruppo dovrebbe organizzarsi e impegnarsi:1. L’agire politico si qualifica ideologicamente e praticamente per l’attenzione innovativa alle fasce della sofferenza sociale (lavoro dipendente e precario, migranti, periferie, deprivazione culturale). La sofferenza sociale è stata ed è il punto in cui il movimento socialista e il movimento del cattolicesimo popolare e democratico hanno costruito la loro esperienza più forte e creativa.2. La questione morale ed etica della Politica non è una questione accidentale, ma strutturale e costitutiva della Politica stessa. Una Politica priva di etica diventa affare ed è quello che abbiamo sotto gli occhi. Non ne usciremo solo riducendone i costi che ne costituiscono, comunque, uno degli aspetti più visibili. L’imperativo etico è come l’anima umana: nessuno può dire sta qui e non là, ma è forma-perfezione del corpo sociale. La riflessione deve diventare bruciante perché serve per rimotivare la Politica.
Arrivederci. Don Roberto
Cari amici,ci incontreremo il 12 aprile alle ore 15,00 nella sala convegni di “Altra Economia” (L.go Frisullo – ex Mattatoio – Testaccio). Non si tratterà di lanciare appelli né di prendere decisioni che valgano per tutti, ma semplicemente di scambiarci le valutazioni che ciascuno di noi va facendo sul momento politico che stiamo vivendo. Vogliamo arricchirci della nostra diversità che ha un unici punto che ci unisce: il documento “Per continuare a non tacere” pubblicato un anno fa.I contatti e i numerosi incontri che in questi mesi abbiamo avuto, accompagnando la proiezione del film-documentario “Non tacere”, mi hanno convinto della necessità di continuare a lavorare su quel documento in cui tanti, provenienti da esperienze politiche e culturali diverse, si riconoscano. Non possiamo far cadere nel vuoto tanto consenso e tante attese suscitate.Prendere atto che la sponda istituzionale (tranne la Presidenza del Consiglio Provinciale di Roma) si è sottratta ai nostri interrogativi, e così pure il “giro” noioso e asfittico dei cosiddetti intellettuali usi a parlar tra loro al soldo dei potenti, per noi non significa desistere, ma un motivo in più per allargare il consenso di base e farne il nostro punto di forza.La situazione politica si evolve e si involve e in questo movimento noi dobbiamo cercar ogni pur piccola possibilità per inserirvi il nostro punto di vista. Si, è vero che l’80% degli italiani andrà a votare, ma è come dire che l’86% degli italiani si fa battezzare. Il sistema partiti in questi anni ha accumulato il massimo di potere, ma deve anche registrare il minimo di rappresentatività.E noi, per quello che possiamo, dobbiamo ridar vita alla Politica nello spirito di “Per continuare a non tacere”. Il fatto elettorale è un episodio, da non assolutizzare, della nostra vita politica, noi dobbiamo lavorare per un orizzonte più vasto. Propongo due punti di osservazione su cui il gruppo dovrebbe organizzarsi e impegnarsi:1. L’agire politico si qualifica ideologicamente e praticamente per l’attenzione innovativa alle fasce della sofferenza sociale (lavoro dipendente e precario, migranti, periferie, deprivazione culturale). La sofferenza sociale è stata ed è il punto in cui il movimento socialista e il movimento del cattolicesimo popolare e democratico hanno costruito la loro esperienza più forte e creativa.2. La questione morale ed etica della Politica non è una questione accidentale, ma strutturale e costitutiva della Politica stessa. Una Politica priva di etica diventa affare ed è quello che abbiamo sotto gli occhi. Non ne usciremo solo riducendone i costi che ne costituiscono, comunque, uno degli aspetti più visibili. L’imperativo etico è come l’anima umana: nessuno può dire sta qui e non là, ma è forma-perfezione del corpo sociale. La riflessione deve diventare bruciante perché serve per rimotivare la Politica.
Arrivederci. Don Roberto
lunedì 7 aprile 2008
domenica 6 aprile 2008
“Considero profondamente ingiusto e soprattutto falso che Veltroni continui a scaricare sulla sinistra la crisi del governo Prodi”: commenta così Carlo Leoni, vicepresidente della Camera e candidato alla Camera per la Sinistra Arcobaleno nella circoscrizione Lazio1, le dichiarazioni mattutine del leader del Pd.
“Ho letto stamattina delle dichiarazioni di Veltroni sul fatto che Bertinotti avrebbe segato l’albero del Governo Prodi. E’ un po’ singolare, perche’ sembra un comportamento molto simile a quello di Berlusconi”, incalza Franco Giordano, segretario nazionale di Rifondazione comunista e candidato capolista alla Camera in Toscana. “Bertinotti - ha proseguito Giordano - era presidente della Camera. Berlusconi ha criticato il presidente della Repubblica e Veltroni critica il Presidente della Camera. Sono atteggiamenti irriguardosi verso le cariche istituzionali - ha concluso l’esponente della Sa - verso il ruolo che hanno svolto quelle personalita”.
Continua Leoni: “Veltroni sa bene che il governo Prodi e’ caduto per il voto contrario dell’Udeur e di Lamberto Dini (uno dei fondatori del Partito democratico) ed era andato in minoranza gia’ un anno prima, in occasione di una discussione sulla politica estera perche’ erano mancati al voto alcuni senatori della Margherita. Il Partito democratico -con il 90% di ministri e sottosegretari- non puo’ scaricare su altri responsabilita’ di insuccessi che sono anche e innanzitutto propri. Ancora: gli unici ministri scesi in piazza contro il governo Prodi sono stati Clemente Mastella e Beppe Fioroni, partecipando a quel Family day contro i Dico: un ddl firmato dai ministri Bindi e Pollastrini”.
“Con questi anatemi nei confronti della sinistra, definita ancora estremista e radicale, oltretutto il Partito democratico sbaglia due volte: perche’ mina anche la credibilita’ delle coalizioni di centrosinistra impegnate in campagna elettorale in grandi comuni e citta’, come ad esempio a Roma e in Sicilia. E poi e’ lo stesso Veltroni che ha governato insieme alla sinistra per sette anni a Roma: siamo i soli a dire che e’ stata un’esperienza positiva? Posso capire l’affanno e la stanchezza degli ultimi giorni di campagna elettorale, ma la propaganda -conclude Leoni- non deve mai portare a confondere e negare la realta’ dei fatti”.
sabato 5 aprile 2008
“Lascio il Pd”
Gianni Mattioli lascia il partito di Veltroni: “Incompatibili con l’ambientalismo del fare. I sì devono essere sostenibili”
“Sono un uomo di movimento che non nasconde simpatia per le posizioni di Sinistra Arcobaleno”. Lo dice in un’intervista al Manifesto Gianni Mattioli, fisico, tra i fondatori del movimento ambientalista italiano e tra i sette ecologisti firmatari tempo fa dell’appello pro Pd.
Una scelta, quella dell’allontanamento dal Partito democratico e dell’avvicinamento alla Sinistra Arcobaleno, che Mattioli motiva così: “Vedevo nel Pd la capacità di giocare una vera partita riformista nel paese, ma ho sbagliato”.
I rapporti, spiega ancora Mattioli, “si sono incrinati quando si è iniziato a parlare dell’ambientalismo dei sì. Poi con la stesura del programma la rottura si è consumata definitivamente. Lì si è avuta la conferma: il Pd punta in modo ossessivo sulla crescita e dice sì anche al nucleare. Neanche una parola sulle questioni dello sconvolgimento climatico e sul suo impatto nell’economia e sulle abitudini della gente”.
L’alternativa, per Mattioli, è “disegnare uno sviluppo basato su altri principi. I no al cemento, al Mose di Venezia, agli inceneritori e alle inutili infrastrutture come la Tirrenica, sono accompagnati da molti sì: come il restauro dei centri storici, il recupero dell’abbandonato, il ferro, il treno, l’eolico. Un principio che si basa sul limite delle risorse”.
Su Sinistra Arcobaleno Mattioli rileva come “le questioni dell’ambientalismo e della non violenza” siano al centro della nuova forza di sinistra. L’ex parlamentare verde su Legambiente, di cui è stato tra i fondatori, afferma di stimare l’attuale presidente Vittorio Cogliati Dezza: “Sono convinto che toglierà dall’angolo l’associazione”.
Iscriviti a:
Post (Atom)




