venerdì 28 marzo 2008



Inquietante e raccapricciante la notizia che ancora oggi dobbiamo discutere sulla 194 e la sua applicazione. Ieri, grazie al veto della Regione Lombardia di Formigoni e della regione Sicilia di Cuffaro, non è riuscito a passare il testo del Ministero della Sanità che contiene le ‘Indicazioni per una migliore applicazione della legge n.194 del 1978′. Il problema è reale e immediatamente riscontrabile: nel 2008 si hanno ancora problemi a vedere pienamente applicata la legge 194 sull’aborto poiché nelle strutture sanitarie pubbliche c’è un alto numero dimedici obiettori. Cosa significa questo? Significa che possono rifiutarsi di praticare un aborto in quanto obiettori di coscienza e quindi in totaledisaccordo con l’interruzione volontaria di gravidanza. Ecco appunto la necessità di un testo unico che ponga le basi di una vera applicazione dellalegge che consente di garantire un aiuto concreto a tutte quelle donne che per vari motivi decidono di abortire. Purtroppo ciò che si può denotare dalla decisione di veto della regione Lombardia e della regione Sicilia è che sia scaturita da una mera questione politica. ‘Speriamo in una condanna forte e chiara per l’irresponsabile scelta dei presidenti delle regioni Lombardia e Sicilia arrivi anche dal Partito Democratico’. E’ quanto chiede Luana Zanella, deputata dei Verdi e candidata della Sinistra Arcobaleno in Veneto. “Una scelta che mostra tutta la strumentalita’ della campagna ideologica contro la 194. Sono indignata – prosegue la Zanella - perche’ la demagogia ed il furore antiabortista impedisce a tutte le donne un percorso di progresso”. “Si tratta di una scelta meramente politica, che anticipa le posizioni del centro-destraqualora, dopo il 13 aprile, tornasse a governare”. E’ questo il commento di Katia Zanotti, deputata e candidata per la Camera in Emilia Romagna per la Sinistra l’Arcobaleno. “L’obiettivo del centro-destra, tutto ideologico- spiega Zanotti- e’ quello di togliere definitivamente di mezzo il principio dell’autodeterminazione delle donne, sancito dalla legge 194, e di far entrare nei consultori le associazioni per la vita”. Quello “presentato dal ministro della Salute – conclude Zanotti - e’ un documento molto importante che merita di essere difeso da un fronte compatto,cosi’ come la legge 194″.

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